{"id":2003,"date":"2020-12-05T18:25:00","date_gmt":"2020-12-05T17:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dangelomonopoli.it\/?p=2003"},"modified":"2022-05-02T19:20:28","modified_gmt":"2022-05-02T17:20:28","slug":"il-legno-storto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dangelomonopoli.it\/en\/il-legno-storto\/","title":{"rendered":"Il legno storto"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Il legno storto<\/strong><\/h4>\n<p>Una serie televisiva americana di grande successo, trasmessa di recente anche in Italia, ha tra i protagonisti una psicologa alle dipendenze di una potente societ\u00e0 finanziaria. La missione della dottoressa Wendy Rhoades \u00e8 di \u201ccaricare\u201d (non direi motivare) i dipendenti della <em>big company<\/em>. Discute con ciascuno di essi, durante vere e proprie sedute individuali, delle<em> loro <\/em>prestazioni, si (pre)occupa delle <em>loro<\/em> crisi relazionali, personali e familiari. E\u2019 una fiction, certo. Ma \u00e8 evidente che assistiamo, ormai da anni e non solo nelle organizzazioni, alla diffusione pervasiva di una asfissiante <em>cultura terapeutica. <\/em>Un tema che balza in alto rilievo per chi si occupa di apprendimento degli adulti nelle organizzazioni.<\/p>\n<p>La formazione, soprattutto in anni recenti, si rivolge spesso al cosiddetto \u201cpensiero positivo\u201d: imparare l\u2019ottimismo, ottenere successo e felicit\u00e0 nella vita, nel lavoro, nelle relazioni. E\u2019 comprensibile che lo faccia, ma \u00e8 almeno dubbia la sua efficacia. Quando si tratta d\u2019interrogarsi e dialogare sulla condizione umana, sulla natura dell\u2019animale umano, le scorciatoie sono il pi\u00f9 delle volte vicoli ciechi. E le parole, che vorremmo squisite, rischiano di trasformarsi in chiacchiere petulanti. Un formatore \u00e8 esposto continuamente al giudizio (severo) di coloro che partecipano alle sue attivit\u00e0. Che in genere sono adulti, spesso adulti informati, talvolta adulti con alti livelli di scolarit\u00e0 e ottime conoscenze. Chi presume di condurre altri in percorsi spesso impegnativi <em>deve <\/em>disporre di risorse adeguate. Non \u00e8 un tuttologo, non ha sempre risposte <em>pr\u00eat-\u00e0<\/em>&#8211;<em>porter<\/em>, ma sa <em>usare<\/em> quello che sa. Una riflessione particolarmente efficace \u00e8 quella di Pier Aldo Rovatti, contenuta in un piccolo (appena 99 pagine) ma prezioso libro, edito da Raffello Cortina,<em> La filosofia pu\u00f2 curare? <\/em><\/p>\n<p>La filosofia, e per estensione direi la formazione tout court, non ha <em>medici<\/em>, n\u00e9 <em>pazienti,<\/em> n\u00e9 <em>farmaci. <\/em>Non cura malattie, ma pu\u00f2 <em>prendersi cura <\/em>di coloro che incontra, anche se spesso la tentazione terapeutica \u00e8 forte<em>.<\/em> Le pratiche formative richiedono invece una <em>disposizione<\/em> del consulente\/formatore, non comune nelle organizzazioni, all\u2019esercizio del pensiero critico. Esplorare e comprendere le ragioni del disagio relazionale, che talvolta diventa dolore inconfessato vissuto dagli uomini e dalle donne nei contesti aziendali, sono i compiti preliminari di prassi formative che vogliano mantenere le distanze da interventi <em>ortopedici <\/em>intesi a raddrizzare il \u201clegno storto\u201d. <em> <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sergio D&#8217;Angelo<\/strong><\/em>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il legno storto Una serie televisiva americana di grande successo, trasmessa di recente anche in Italia, ha tra i protagonisti una psicologa alle dipendenze di una potente societ\u00e0 finanziaria. La missione della dottoressa Wendy Rhoades \u00e8 di \u201ccaricare\u201d (non direi motivare) i dipendenti della big company. Discute con ciascuno di essi, durante vere e proprie sedute individuali, delle loro prestazioni, si (pre)occupa delle loro crisi relazionali, personali e familiari. E\u2019 una fiction, certo. 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