{"id":2071,"date":"2021-07-24T17:28:29","date_gmt":"2021-07-24T15:28:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dangelomonopoli.it\/?p=2071"},"modified":"2022-05-02T19:20:04","modified_gmt":"2022-05-02T17:20:04","slug":"azione-umana-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dangelomonopoli.it\/en\/azione-umana-e-liberta\/","title":{"rendered":"Azione umana e libert\u00e0 di Sergio D&#8217;Angelo"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">                                                                                                                                                                             <em>           Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere diverso da come \u00e8<\/em><em>                                                                                                                                                                                                     Aristotele, Ethica Nicomachea<\/em><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 spiegare un\u2019azione umana? Rispondere non \u00e8 affatto semplice. La spiegazione causale, adottata dalle scienze naturali, \u00e8 evidente che non d\u00e0 conto delle interazioni umane. Poniamo il caso che io chieda a una persona di sedersi su un divano: pu\u00f2 intendere la mia richiesta e accettare di farlo. Ma potrei anche darle uno spintone affinch\u00e9 cadendo si sieda sul divano. Il risultato \u00e8 lo stesso in entrambe le situazioni, nonostante siano accadimenti incomparabili. Nel primo caso, la persona avr\u00e0 compreso il senso della mia richiesta, nel secondo avrei trattato il suo corpo come un oggetto. Ricevere una spinta e comprendere il senso di un\u2019espressione linguistica sono due attivit\u00e0 tra loro completamente diverse. Una spinta produce una forza che causa uno spostamento, mentre farebbe sorridere, se volessi sostenere che \u00e8 stata la forza delle vibrazioni emesse dalla mia voce a spingere la persona a sedersi.<\/p>\n<p>Il metodo scientifico delle scienze naturali si fonda su cause ed effetti e riguarda corpi, oggetti, energia a differenza di quello delle scienze sociali e umane che trova il suo fondamento nel linguaggio e nel senso. Che non sono cose, cio\u00e8 non hanno dimensioni, n\u00e9 fisica n\u00e9 spaziale.<br \/>\nUna ragione, la si pu\u00f2 condividere, fraintendere o negare, ma non la si pu\u00f2 misurare come potremmo fare con una cosa. Non tenere distinti i due metodi provoca equivoci e imbarazzi. Lo studio delle ragioni \u00e8 un ambito scientifico tanto quanto lo \u00e8 quello delle scienze naturali.<\/p>\n<p>Se le azioni umane fossero spiegabili dal determinismo causale, saremmo considerati degli automi che reagiscono a forze e spinte.<br \/>\nE allora cos\u2019\u00e8 il senso? Il senso lo ritroviamo nel nostro ragionare, nel rendere conto, negli atteggiamenti, nelle spiegazioni. E\u2019 il nostro modo di comportarci da esseri umani, ossia da animali linguistici. L\u2019azione umana, insomma, comunica un senso perch\u00e9 esprime una scelta ed esibisce sempre di nuovo un carattere sociale, intersoggettivo. Le interazioni tra gli umani non possono avere sembianze private, tutt\u2019altro, esse sono le unit\u00e0 di base della vita sociale, pubblica.<\/p>\n<p>Ora proviamo a spiegare un\u2019interazione, intrecciando il piano logico con quello empirico. Un\u2019azione umana, svolgendosi sempre in un contesto, \u00e8 soggetta a una serie di vincoli fisici, economici, giuridici, culturali. Compatibilmente con tali vincoli si formano delle opportunit\u00e0.<br \/>\nE dunque la domanda \u00e8: quale azione sar\u00e0 intrapresa, tenendo conto di quell\u2019insieme di opportunit\u00e0?<br \/>\nPer rispondere occorre introdurre un\u2019altra variabile: le preferenze, o anche i desideri. In prima approssimazione potremmo dire che un\u2019azione \u00e8 il risultato di un incrocio tra opportunit\u00e0, ci\u00f2 che i soggetti possono fare e le preferenze, quel che essi vogliono (desiderano) fare. Sembrerebbe che le opportunit\u00e0 siano l\u00ec, fuori dal soggetto, nello spazio sociale, mentre le preferenze sarebbero l\u2019espressione soggettiva pi\u00f9 genuina.<br \/>\nA ben guardare per\u00f2 non ci sono opportunit\u00e0 catalogate da qualche parte, l\u00e0 fuori nel mondo. E qui entra in gioco il ruolo delle credenze che gli umani hanno a riguardo delle opportunit\u00e0 di cui dispongono.<br \/>\nLe credenze possono indurci a limitare o a escludere opportunit\u00e0 o viceversa a sottovalutarne l\u2019inconsistenza. Non solo: un\u2019attitudine che immediatamente balza in alto rilievo nelle interazioni umane \u00e8 quella di sviluppare aspettative ricorsive: ciascuno si aspetta che gli altri si aspettino da lui ci\u00f2 che ciascuno si aspetta che gli altri si aspettino da lui, e cos\u00ec via in un regresso all\u2019infinito.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il modo di comportarsi comune degli uomini<\/em>\u201d \u00e8 la famosa citazione di Wittgenstein che prosegue sostenendo che seguire una regola \u00e8 un\u2019abitudine collettiva. In buona sostanza, \u00e8 prevalente nelle azioni umane un agire conforme ad abitudini consolidate.<br \/>\nLa condotta umana \u00e8 quasi sempre uniforme e ripetitiva.  Eppure <em>Homo sapiens<\/em> esibisce un\u2019altra specificit\u00e0 di specie, la potenzialit\u00e0, intesa come generica capacit\u00e0 creativa, in grado di fronteggiare imprevisti e urti del mondo, ma anche di mutare il corso di una vita, di un gruppo, di una comunit\u00e0. Sennonch\u00e9 la potenza di agire mostra un suo contrappeso nell\u2019altra accezione di potere, intesa come potenza esercitabile su qualcun altro, il quale subisce, inevitabilmente, una limitazione delle sue possibilit\u00e0 di scelta.<br \/>\nLe relazioni di potere, che sempre pi\u00f9 nella contemporaneit\u00e0 assumono forme di servit\u00f9 volontaria, possono soffocare sul nascere una possibile libert\u00e0 di scelta. Creativit\u00e0, innovazione, capacit\u00e0 di offrire risposte nuove sono intermittenti, spesso irretite nei dispositivi di mercato e comunque assenti dalla scena della politica. Lasciando da parte l\u2019ambiguo costrutto del libero arbitrio, decidere (da <em>caedere<\/em>, tagliare) \u00e8 un\u2019azione che avviene negli interstizi dei margini, esigui, di libert\u00e0 concessi dalle credenze, dalle aspettative, dalle abitudini, dalle relazioni di potere. Raramente una decisione assume il segno di una scelta che potrebbe contrastare comportamenti ripetitivi, routinari, obbedienti. Ma ciononostante, l\u2019azione umana pu\u00f2 divenire trasformativa e innovativa. Ne vorremmo indicare qui stenograficamente una tra altre.<\/p>\n<p>Prendere la parola \u00e8 sempre un atto pubblico, sebbene oggi si odano, come rumori di fondo, solo brusii e acuti stridenti. Amplificare e moltiplicare le voci di quei rivoli di discorsi che ancora esibiscono un pensiero critico, potrebbe essere un compito da intraprendere con impegno, mostrando alle nuove generazioni, spesso ridotte al silenzio dalle credenze, dalle abitudini e dalla inconsistenza delle opportunit\u00e0, non un impalpabile e retorico senso di libert\u00e0 ma la possibilit\u00e0 di scelte e decisioni autonome.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ci\u00f2 che pu\u00f2 essere diverso da come \u00e8 Aristotele, Ethica Nicomachea Come si pu\u00f2 spiegare un\u2019azione umana? Rispondere non \u00e8 affatto semplice. La spiegazione causale, adottata dalle scienze naturali, \u00e8 evidente che non d\u00e0 conto delle interazioni umane. 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